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Cosmetici Eco Bio? Facciamo un po' di chiarezza!

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Pubblicato da in Cosmesi Naturale ·
Tags: CosmesiNaturale
    
Cosmetici Eco Bio? Facciamo un po' di chiarezza :)

Visto il crescente interesse per la cosmesi di qualità e per la cura della persona, occorre fare un po' di chiarezza sulle garanzie che ci possono fornire le aziende votate al "naturale".
Purtroppo, sempre più spesso proprio la parola "naturale" viene sbandierata sulle etichette di tanti prodotti come sinonimo di "sano", ma spesso tale termine si riferisce a una minima percentuale degli ingredienti contenuti nel cosmetico.

 
Come si fa, allora, a distinguere tra un cosmetico veramente naturale e uno di uso tradizionale?

 
Un metodo sicuro è cercare sull'etichetta una certificazione: il bollino viene rilasciato da ente terzo e quindi sembra tutelarci da brutte sorprese.
Anche se non si hanno grandi conoscenze in merito di INCI e chimica dei cosmetici, la certificazione è comunque una garanzia di qualità.
Una certificazione però, non vale l'altra. Il logo della LAV, ad esempio, indica che il prodotto non è stato testato su animali ma non che il prodotto sia biologico. Impariamo quindi a distinguerle in modo di porter fare in nostri acquisti in modo sereno.

 
Poiché ancora non esiste un disciplinare standard internazionale ma esistono certificazioni diverse per ogni stato, è stato creato il Cosmos Standard, il cui logo andrà ad affiancare il certificato nazionale.


 
Entrato in vigore  nel settembre 2009, è il risultato di un lungo percorso di studio e condivisione che ha permesso ad ICEA di confrontarsi alla pari con i marchi storici e i principali certificatori europei: Ecocert e Cosmebio (Francia), BdiH (Germania), Soil Association (Regno Unito), Bioforum (Belgio).
Cosmos, di fatto, stabilisce in Europa le caratteristiche dei cosmetici naturali.

 
Per ottenere la certificazione, requisito fondamentale è l’applicazione dei principi della chimica verde, mentre l’utilizzo della nanotecnologia viene severamente limitato, almeno fino a quando saranno disponibili informazioni più precise sui possibili effetti collaterali.

I nuovi rigorosi standard europei prevedono due livelli distinti di certificazione: una per il prodotto biologico (Cosmos Organic), una per il prodotto naturale (Cosmos Natural).
Il Cosmos Organic impone che sia bio almeno il 95% degli ingredienti agricoli ottenibili con semplici metodologie fisiche di estrazione, e almeno il 20% sul totale del prodotto finito, considerando anche l’acqua. Il prodotto Cosmos Natural, invece, non dovrà contenere più del 2% di materie prime di sintesi.
A livello nazionale, le certificazioni sono divise tendenzialmente in tre livelli: cosmetici naturali, cosmetici naturali con componenti biologici, cosmetici biologici.


Ecco un elenco delle principali certificazioni che si possono trovare nelle etichette dei cosmetici più diffusi:

    • ICEA: è il più importante ente di certificazione italiani di produzioni biologiche. Prevede uno specifico disciplinare per i cosmetici, molto probabilmente il più diffuso in Italia. I cosmetici devono utilizzare prodotti agricoli e zootecnici da agricoltura biologica certificata, vieta l'impiego di ogm, la sperimentazione sugli animali e l'uso di radiazioni ionizzanti. Esiste inoltre una lista di sostanze vietate.

    • CCPB: è il marchio italiano di produzioni agrobiologiche ed ha uno specifico disciplinare per i cosmetici. I marchi sono due: Cosmetici Naturali e Cosmetici Biologici. Il primo prevede che almeno il 95% degli ingredienti sia naturale o di origine naturale, il secondo che il 95% degli ingredienti naturali sia certificato biologico, acqua esclusa ovviamente.

    • BIOAGRICERT: come CCPB è un ente di certificazione di produzioni agrobiologiche e prevede uno specifico disciplinare per i cosmetici a tre livelli: Bio&natural certifica che almeno il 95% degli ingredienti devono essere di origine naturale e che gli ingredienti di origine agricola o da raccolta spontanea devono essere certificati. Naturai cosmetic certifica che gli ingredienti sono naturali e/o di origine naturale, fatta salva la deroga relativa a massimo un 5% di prodotti di origine sintetica ammessi.

 
CERTIFICAZIONI EUROPEE

 
    • ECOCERT: il principale ente di certificazione delle produzioni agrobiologiche e probabilmente il più diffuso al mondo. I livelli sono due: Cosmetico Biologico e Cosmetico Ecologico. In entrambi i casi il 95% degli ingredienti deve essere di origine naturale, ma nel primo caso il 95% degli ingredienti vegetali deve essere certificato biologico, mentre nel secondo caso basta il 50%. Gli additivi di sintesi non devono superare il 5% in peso e sono selezionati da un particolare disciplinare.

    • COSMEBIO: rilasciata dall'associazione di categoria dei produttori di cosmetici bio, questa certificazione si articola in due livelli: Bio ed Eco. La prima prevede che almeno il 95% degli ingredienti sia naturale o d'origine naturale e che il 95% degli ingredienti vegetali siano certificati biologici. L'etichetta Eco prevede che almeno il 95% degli ingredienti sia naturale o d'origine naturale e che il 50% degli ingredienti vegetali sia certificato biologico.

    • BDIH: è la principale certificazione tedesca rilasciata dall'associazione di categoria delle aziende cosmetiche bio. Il disciplinare dedicato ai cosmetici è piuttosto rigoroso e già oggi non ammette la minima percentuale di ingredienti di origine petrolchimica.

    • SOIL ASSOCIATION: è forse il più antico ente di certificazione europeo di produzioni agrobiologiche e il più importante del Regno Unito. Ha uno standard anche per i prodotti cosmetici che parte da un minimo di 70% di ingredienti certificati biologici.

 
CERTIFICAZIONI INTERNAZIONALI

 
    • ECO-LABEL: è una certificazione pubblica europea di qualità ecologica quindi non prende in considerazione l'origine biologica degli ingredienti ma nel caso dei cosmetici prevede specifici parametri che assicurano un impatto un ambientale ridotto. Fondamentale per questa certificazione è il CVD (Volume Critico di Diluizione), cioè la quantità d'acqua necessaria per diluire e rendere inoffensiva per l'uomo e l'ambiente una dose di prodotto o sostanze potenzialmente irritanti o nocive. Per ottenere l'assegnazione del marchio bisogna garantire l'utilizzo di ingredienti con limitata tossicità per gli organismi acquatici, l'assenza di prodotti nocivi o pericolosi per l'ambiente, ed un elevata biodegradabilità. Grande attenzione è posta anche alla riduzione del packaging.

    • COSMOS STANDARD: è la certificazione internazionale voluta dai principali enti certificatori europei delle produzioni biologiche. Presenta due livelli: Cosmos Organic quando almeno il 20% delle materie prime è di origine biologica, Cosmos Natural se non raggiunge alti livelli di biologico ma è preparata con materie prime naturali. La frazione delle sostanze derivante dal petrolio all'interno di ogni formula non può superare il 2%. In generale lo standard promuove l'uso di prodotti da agricoltura biologica, vieta l'uso di ingredienti ogm, di estratti che provengono da specie protette o da animali vivi o macellati. Inoltre si impegna a ridurre l'imballaggi e fissa dei limiti di tossicità acquatica per i prodotti. Non ha un logo proprio in quanto vengono utilizzati i marchi degli enti di certificazione che l'hanno promosso: Eco-cert, Cosmebio, Icea, Soil Association, BDIH.
    • NATRUE: come abbiamo accennato è la certificazione internazionale nata per iniziativa di alcune importanti aziende tedesche. Si articola su tre livelli: Cosmetici Naturali, Cosmetici Naturali con Componenti Biologici, Cosmetici Biologici. Si richiede che almeno il 75% di tutti i singoli prodotti (nel senso delle formulazioni) di una linea riconducibili a una stessa marca siano certificati come cosmetici naturali o biologici.
      Il prodotto deve contenere almeno il 15% di sostanze naturali non modificate chimicamente e al massimo il 15% di sostanze natural-simili. Natrue ha infatti suddiviso gli ingredienti in naturali (senza manipolazioni), naturali-identiche (con leggere manipolazioni) e natural-simili (ottenute in laboratorio perché per ragioni tecniche non possono essere ottenute da materiale organico).

 



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